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Un viaggio millenario

STORIA DELLA PASTA

Storia, geografia, scambio e patrimonio umano: senza questi 4 concetti non si può comprendere la nascita della pasta di Gragnano. Sono questi i fattori che hanno favorito lo sviluppo di una antica sapienza tecnica e spirituale tramandata di generazione in generazione.

All’origine di tutto, però, c’è la posizione geografica di Gragnano, una cerniera che unisce il Golfo di Sorrento alla Costiera Amalfitana.

Questa lingua di terra lunga e stretta, affrescata dal blu intenso del Mare e dal verde acceso dei Lattari è stata da sempre il granaio di Napoli. Merito dei suoi torrenti impetuosi, ideali per l’edificazione dei mulini molto più delle acque pigre partenopee. Non a caso a Minori, ma anche a Sorrento e a Gragnano sono ancora visibili le tracce di questa storica tradizione molitoria che trasformava il grano in farina per produrre pagnotte e sfoglie.

Secondo alcuni il legame tra Gragnano e l’oro bianco risale al tempo dei romani. Ma è solo alla fine del ‘500 che nascono i pastifici a conduzione familiare. Sono i primi passi di un’attività che deve ancora trovare la via maestra: manca l’automazione e la gran parte del lavoro è affidato alle mani.

La carestia e i pastai costieri

L'ingegno degli antenati

In età moderna sono due gli eventi fondamentali per la produzione e commercializzazione della pasta. Nel XVII secolo, infatti, una grande carestia colpisce il Regno di Napoli. Nel momento di maggiore difficoltà i nostri antenati aguzzano l’ingegno e innovano il processo produttivo con uno strumento semplice, ma anche molto efficace: la trafila di bronzo.

Con poco investimento e altrettanta fatica nasce la pasta, un alimento completo, salutare e ideale per fronteggiare la penuria di cibo.

Nel secolo successivo, invece, i pastai amalfitani valicano le impervie vette dei Monti Lattari per trasferirsi a Gragnano. E’ in questo momento storico che avviene lo scambio di competenze, conoscenze e saperi che favoriscono la nascita dei pastifici moderni e legano ancora di più la città della Pasta con la Costiera Amalfitana, fino a formare un binomio indivisibile rafforzato dal fiume della storia umana.

Progresso e Innovazione

L'UNITA' D'ITALIA E IL TRENO

Gragnano si affaccia al XIX secolo con rinnovata fiducia. Gli opifici aumentano così come i lavoratori di questo settore che comprendono il 75% della popolazione attiva. Il 12 luglio del 1845 arriva anche un riconoscimento ufficiale: Ferdinando II di Borbone concede ai mastri gragnanesi il privilegio di rifornire la corte con la pasta lunga. E’ da allora che Gragnano diventa a tutti gli effetti la città dei maccheroni.

L’Unità d’Italia non cambia le carte, pardon, il piatto in tavola. Anzi, il 1861 rappresenta l’apice della produzione di pasta. Sono anni di grandi cambiamenti.

L’urbanistica muta il volto di Gragnano. Il simbolo è via Roma, ridisegnata per favorire la sua esposizione al sole e diventare l’essiccatoio naturale della pasta. Intanto nel 1885 la ferrovia raggiunge la nostra città. E’ un evento importante perché lungo i binari, insieme a semola, farina e grano, corre anche la fama dei pastai gragnanesi che raggiunge anche gli angoli più remoti d’Italia e del mondo.

L'IGP e il Pastificio Ducato d'Amalfi

CRISI E RINASCITA

Prima le due guerre, poi la concorrenza dei grandi impianti del nord: il ‘900 mette a dura prova i pastifici locali che si trovano di fronte a un bivio: combattere ad armi impari o cambiare la strategia. La scelta cade su quest’ultima e si stabilisce di puntare esclusivamente  sull’eccellenza e sulla varietà del prodotto.

E’ una decisione saggia che si rivela vincente nel lungo periodo.

Il resto è storia recente, anzi cronaca: nel 2010 la pasta di Gragnano ottiene il riconoscimento IGP, mentre a settembre  2019 apre il Pastificio Ducato d’Amalfi, il primo a integrare la produzione con un viaggio nella tradizione, nella cultura e nella gastronomia, grazie al percorso multimediale e alla sala di degustazione.

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